Etere's Read it or Not

Rollercoaster nella mia piccola collezione di fumetti.
Thu Jun 12
Bullet Points
J. Michael Straczynski - Tommy Lee Edwards
Collezione 100% Marvel
10,00€
La Storia non si fa con i se. È un motto, è una verità. Ma quando la Storia è già fatta, e le decisioni sono state prese, cosa impedisce di giocare con le alternative? Con le variazioni, con la tempistica, con le fortune e le sfortune che hanno plasmato, in misura maggiore o minore, il mondo in cui viviamo?
Ucronìa, termine già utilizzato da Sclavi per un intricato episodio di Dylan Dog, è un gioco, perlopiù letterario, che si fa proprio prendendo la Storia, prendendo i famosi “se” e shakerando il tutto. Se Hitler avesse vinto la guerra? Se Napoleone non avesse capitolato a Waterloo? E se Einstein, o Fermi, non fosse mai sbarcato in America… La Storia, oggi, come sarebbe?
Al di là del più facile paragone con la trama del film Sliding Doors, l’ucronia può essere giocata davvero su tutto. Anche sui supereroi. La trama di Bullet Points è ambiziosa, ma non unica nel suo genere. Sostanzialmente la si può riassumere in: SE il Dottor Erskine fosse stato ucciso PRIMA di poter iniettare il siero del Supersoldato al gracile Steve Rogers, l’universo Marvel sarebbe lo stesso? Se Capitan America, in sostanza, non fosse mai esistito, quale alternativa militare sarebbe stata preparata? E quali vite sarebbero state sconvolte da un simile fatto?
J. Michael Straczynski crea, così, un lavoro di ottima fattura, nonostante quella retorica sibillina e onnipresente, o il tono a volte aulico del narratore che potrebbe rimandare, spesso, al “Sacrifice. Sacrifice. Sacrifice” di nixoniana memoria… Complici dell’aura malinconica e nera della storia (si scoprirà infatti essere un mondo molto più pregno di morte e dolore di quanto non sia il vero universo Marvel) sono i disegni di Tommy Lee Edwards, che colpiscono per il tocco grezzo ed essenziale ma mai scarno, adatto a un mondo supereroico tutt’altro che goliardico e cartoonesco. La composizione delle tavole è piuttosto vivace, e tiene bene testa a un certo “effetto foto” o “manichino” che si percepisce in certi casi guardando i personaggi. Sostanzialmente c’è una discreta alchimia tra il montaggio stile comic book delle storie e un taglio più realistico della trama, anche se, a dire il vero, bisognerebbe parlare di verismo per quanto concerne il modo in cui sono trattati psicologicamente i personaggi principali, lontani dalle marmoree coscienze e certezze a cui ci hanno abituato nel loro universo regolare Marvel.
Il come io sia arrivato a Bullet Points, comunque, è tutt’un programma: la copertina, per quanto intrigante vista la presenza di un primordiale Iron Man, non fa breccia da subito e difficilmente fa intuire di cosa tratti il volume in questione. Anche la sinossi sul retro è scarna, fin troppo, e non rimanda ad alcun personaggio della storia (cavolo, ALMENO Capitan America…). Sfogliare rapidamente il tutto, poi, non aiuta: ci sono, a prima vista, Iron Man, Nick Fury, Spiderman, Hulk… Il problema, semmai, è chi siano realmente questi personaggi in un universo così diverso!
È stato grazie ad una recensione piuttosto soddisfatta che ho finalmente capito di cosa diavolo parlasse un fumetto a prima vista trascurabile, arrivandoci con almeno un annetto di ritardo. E, per fortuna, sono riuscito a procurarmelo al di fuori delle mura della mia fumetteria di fiducia che, quasi per ironia della sorte, dopo averlo tenuto in esposizione per diversi mesi ha esaurito le copie proprio nel momento in cui avevo finalmente capito a che gioco si stesse giocando con Bullet Points.
Insomma, c’è Iron Man che non è, sotto sotto, quell’Iron Man. C’é Hulk che, diciamocelo, è tutti tranne che Bruce Banner. Idem per quel disgraziato di Peter Parker, o per il destino di Stephen Strange, per non parlare di chi prenda in mano la direzione dello S.H.I.E.L.D. Le premesse per un’ottima ora di intrattenimento ci sono tutte e, se finora non lo aveste capito, il mio parere su questa perla è…
READ IT!

Bullet Points

J. Michael Straczynski - Tommy Lee Edwards

Collezione 100% Marvel

10,00€

La Storia non si fa con i se. È un motto, è una verità. Ma quando la Storia è già fatta, e le decisioni sono state prese, cosa impedisce di giocare con le alternative? Con le variazioni, con la tempistica, con le fortune e le sfortune che hanno plasmato, in misura maggiore o minore, il mondo in cui viviamo?

Ucronìa, termine già utilizzato da Sclavi per un intricato episodio di Dylan Dog, è un gioco, perlopiù letterario, che si fa proprio prendendo la Storia, prendendo i famosi “se” e shakerando il tutto. Se Hitler avesse vinto la guerra? Se Napoleone non avesse capitolato a Waterloo? E se Einstein, o Fermi, non fosse mai sbarcato in America… La Storia, oggi, come sarebbe?

Al di là del più facile paragone con la trama del film Sliding Doors, l’ucronia può essere giocata davvero su tutto. Anche sui supereroi. La trama di Bullet Points è ambiziosa, ma non unica nel suo genere. Sostanzialmente la si può riassumere in: SE il Dottor Erskine fosse stato ucciso PRIMA di poter iniettare il siero del Supersoldato al gracile Steve Rogers, l’universo Marvel sarebbe lo stesso? Se Capitan America, in sostanza, non fosse mai esistito, quale alternativa militare sarebbe stata preparata? E quali vite sarebbero state sconvolte da un simile fatto?

J. Michael Straczynski crea, così, un lavoro di ottima fattura, nonostante quella retorica sibillina e onnipresente, o il tono a volte aulico del narratore che potrebbe rimandare, spesso, al “Sacrifice. Sacrifice. Sacrifice” di nixoniana memoria… Complici dell’aura malinconica e nera della storia (si scoprirà infatti essere un mondo molto più pregno di morte e dolore di quanto non sia il vero universo Marvel) sono i disegni di Tommy Lee Edwards, che colpiscono per il tocco grezzo ed essenziale ma mai scarno, adatto a un mondo supereroico tutt’altro che goliardico e cartoonesco. La composizione delle tavole è piuttosto vivace, e tiene bene testa a un certo “effetto foto” o “manichino” che si percepisce in certi casi guardando i personaggi. Sostanzialmente c’è una discreta alchimia tra il montaggio stile comic book delle storie e un taglio più realistico della trama, anche se, a dire il vero, bisognerebbe parlare di verismo per quanto concerne il modo in cui sono trattati psicologicamente i personaggi principali, lontani dalle marmoree coscienze e certezze a cui ci hanno abituato nel loro universo regolare Marvel.

Il come io sia arrivato a Bullet Points, comunque, è tutt’un programma: la copertina, per quanto intrigante vista la presenza di un primordiale Iron Man, non fa breccia da subito e difficilmente fa intuire di cosa tratti il volume in questione. Anche la sinossi sul retro è scarna, fin troppo, e non rimanda ad alcun personaggio della storia (cavolo, ALMENO Capitan America…). Sfogliare rapidamente il tutto, poi, non aiuta: ci sono, a prima vista, Iron Man, Nick Fury, Spiderman, Hulk… Il problema, semmai, è chi siano realmente questi personaggi in un universo così diverso!

È stato grazie ad una recensione piuttosto soddisfatta che ho finalmente capito di cosa diavolo parlasse un fumetto a prima vista trascurabile, arrivandoci con almeno un annetto di ritardo. E, per fortuna, sono riuscito a procurarmelo al di fuori delle mura della mia fumetteria di fiducia che, quasi per ironia della sorte, dopo averlo tenuto in esposizione per diversi mesi ha esaurito le copie proprio nel momento in cui avevo finalmente capito a che gioco si stesse giocando con Bullet Points.

Insomma, c’è Iron Man che non è, sotto sotto, quell’Iron Man. C’é Hulk che, diciamocelo, è tutti tranne che Bruce Banner. Idem per quel disgraziato di Peter Parker, o per il destino di Stephen Strange, per non parlare di chi prenda in mano la direzione dello S.H.I.E.L.D. Le premesse per un’ottima ora di intrattenimento ci sono tutte e, se finora non lo aveste capito, il mio parere su questa perla è…

READ IT!